8 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

la nostra pagina Facebook

Categories: Iniziative

Puoi donare all’UAAR di Varese

7 Giugno 2009 uaarvarese 1 commento
Categories: Iniziative

(01-12-09) Ring: La Chiesa influenza la politica?

29 Dicembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

in linea la registrazione della trasmissione “Ring”. Al dibattito ha partecipato il nostro coordinatore.

La chiesa influenza la politica?

Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio

26 Dicembre 2009 mocipenso 2 commenti

Una nostra simpatizzante esprime amare considerazioni su quanto siano superficiali le levate di scudi di tanti degli esponenti politici sulla questione del crocefisso e della laicità in genere.

Complimenti.

http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=160070

Categories: Stampa Tag:,

Liceo “Tosi” a Busto Arsizio

19 Dicembre 2009 mocipenso Lascia un commento

Il dinamicissimo Liceo “Tosi” di Busto Arsizio ci ha invitato a presentare la posizione dell’UAAR sul tema dell’eutanasia in due date, 18 e 21 Dicembre.

Ieri il nostro coordinatore provinciale si è confrontato con il Prof. Severino Caprioli, primario dell’Ospedale di Busto Arsizio, con la Dott.ssa Elena Colombetti, docente all’Università Cattolica di Milano e con Valerio Federico, coordinatore della Cellula Coscioni di Milano.

Lunedì sarà presente per l’UAAR il nostro coordinatore regionale, mentre gli altri relatori dovrebbero essere gli stessi salvo Valerio Federico che sarà sostituito da Francesco Poirè, segretario dell’Associazione Enzo Tortora e membro dell’associazione “Certi Diritti”.

Siamo in campo e vogliamo continuare ad esserci!

oggi 12 dic. 09 – UAAR Varese a Busto A. in p.za Garibaldi -

12 Dicembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

dalle 15 alle 20 ca. siamo presenti con alcuni soci in P.zza Garibaldi con un nostro banchetto.

Vi aspettiamo

Lo sapete che …

11 Dicembre 2009 uaarvarese 1 commento

Sul “filone” di Religiolous

6 Dicembre 2009 mocipenso 1 commento
Categories: Stampa, Video Tag:, ,

Murphy Report [Wikipedia]

4 Dicembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

http://en.wikipedia.org/wiki/Murphy_Report

The Murphy Report is the result of the public inquiries conducted by Ireland into the sexual abuse scandal in Dublin archdiocese.

Scrocifiggiamo l’Italia

2 Dicembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

L’UAAR di Varese in diretta ad “AltaItaliaTV”

29 Novembre 2009 mocipenso 3 commenti

Martedì 1° Dicembre alle ore 21:15 in diretta su Alta Italia TV potremo assistere ad un confronto sui temi della laicità dello Stato, delle ingerenze della CCAR nella vita pubblica, della sentenza della CEDU sul crocefisso, della pillola RU486 e sui temi connessi che inevitabilmente verranno proposti durante la discussione.

Interverranno rappresentanti delle diverse posizioni: un prete, un paio di rappresentanti delle sinistre, un rappresentante dell’UDC, un rappresentante di un’organizzazione cattolica ed un rappresentante dell’UAAR, nella persona del nostro coordinatore.

Alta Italia TV è una emittente del novarese che trasmette su canali analogici ed anche via WEB. Di quest’ultimo canale vi riporto il link:

http://www.altaitaliatv.com/frontend/altaitalia/

“Hard Rock Café” di Marco Corso, Liceo Scientifico Tosi di Busto Arsizio

26 Novembre 2009 uaarvarese 17 commenti

La sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo che decreta la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche ha avuto un effetto a dir poco miracoloso: una conversione di massa!
I giudici di Strasburgo sono meglio dello Spirito Santo; dopo la loro sentenza scopriamo che circa il 90% degli italiani sono animati da una profonda fede e quindi contrari alla rimozione della croce dalle aule scolastiche.
La Corte andrebbe ringraziata!
Grazie a lei, da oggi, in pieno spirito cristiano, non dovremo più sentir parlare di razzismo, discriminazione, barconi di migranti respinti come pacchi, campi nomadi dati alle fiamme o omosessuali pestati a sangue.
Che bello!

Ma mentre aspettiamo la conclusione di questa magnifica conversione, cosa ne facciamo di quei 2 bastoncini di legno perpendicolari appesi di fianco alla lavagna?
Andrebbero semplicemente tolti. E il motivo è questo: il crocifisso “viola la libertà di religione degli alunni” essendo un “simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo” e che quindi andrebbe contro al “pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica”.
Questo è quello che hanno scritto i Giudici.
Sembrano parole ovvie; il crocifisso, infatti, viene associato da tutti alla chiesa.
E invece ci sbagliamo tutti!
Nella laica Italia, destra, sinistra, centro e l’immancabile Conferenza Episcopale ci dicono che quello non è solo uno stemma religioso. La croce è un simbolo culturale, che rappresenta le fondamenta della storia e della cultura non solo italiana, ma dell’occidente intero, dicono.
La croce appesa in classe non c’entra niente con la chiesa!
Dev’essere intesa come simbolo culturale, non religioso.
E’ un po’ difficile da immaginare. E’ come se domani i produttori della Coca-Cola ci dicessero che la lattina rossa non va più considerata come una marca, ma come il simbolo di un fantomatico movimento culturale di globalizzazione.
Ci credereste o pensereste ad un’audace campagna di difesa (e diffusione) del marchio?
Ma proviamo a credere alle parole della chiesa. Proviamo quindi a pensare il crocifisso come un simbolo culturale e non religioso. Lo so che è difficile, ma proviamoci.
Bene, a questo punto potremmo condividere tutti la presenza della croce nelle aule scolastiche. Sarebbe sostanzialmente come una cartina geografica.
Ma qui sorge un problema: perché solo la croce?
Lo stesso ragionamento potrebbe (e dovrebbe) essere esteso a tutti le religioni.
E c’è di più.
Se vogliamo veramente rappresentare tutta la nostra storia, per non far torti a nessuno dovremmo appendere anche altri oggetti: una colonna di tempio greco, la lupa capitolina, lo scudo di Carlo Magno, le tavole di Martin Lutero, il cappello di Napoleone, bulloni della rivoluzione industriale, lo stemma dei Savoia, un moschetto della Prima Guerra Mondiale, una svastica, la falce e il martello, l’aquila fascista, il basco di Che Guevara, uno striscione del ‘68, un disco dei Beatles, un pezzo del muro di Berlino e già che ci siamo anche un bel tricolore.
Le nostre classi sembreranno un Hard Rock Cafe, ma solo così sarebbe legittimata la presenza del crocifisso.
E invece in uno stato laico si vuole il monopolio della croce.
Qualcosa nel ragionamento non quadra; avete capito cosa?

P.S. in Italia non c’è alcuna legge che imponga di tenere i crocifissi in classe. La nostra costituzione sancisce la separazione tra stato e chiesa (art. 7), la libertà di culto (art. 19) e la libertà di espressione (art. 21). Quindi togliere il crocifisso dalle classi (riconsegnandolo alla scuola perché di sua proprietà) non costituisce alcun reato. Eventuali punizioni (o ritorsioni) sono da considerarsi del tutto illegittime.

Sull’inesauribile questione del crocefisso

25 Novembre 2009 mocipenso 13 commenti

Pubblicato su VareseNews un intervento del nostro coordinatore:

http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=157474

Il tema è tutt’altro che sopito e pure la nostra indignazione fatica a trovare pace.

Dibattito sulla laicità a scuola (da “Varesenews”)

23 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

Busto Arsizio: a liceo scientifico Tosi, a , per l’assemblea studentesca di martedì 24 novembre, a confronto le posizioni della fede… e della “miscredenza”

La mattina di Martedì 24 novembre, nell’ambito dell’assemblea di istituto del Liceo Scientifico Statale “Arturo Tosi” di Busto Arsizio, si terrà un incontro sul tema della laicità a scuola: certo attuale dopo le ultime polemiche sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che dava ragione al ricorso di una donna contro la presenza dei crocefissi nelle aule.

Parteciperanno all’incontro con i ragazzi:

Padre Claudio Rossi della Fondazione Sacra Famiglia
Dott. Emilio Bianchi, coordinatore UAAR per la Lombardia

Proiezione film “2 volte genitori”

23 Novembre 2009 mocipenso Lascia un commento

Riceviamo da amici e molto volentieri vi informiamo dell’evento di seguito riportato. L’UAAR, secondo quanto recita l’articolo 2 del suo statuto “I valori a cui si ispira l’attività dell’UAAR sono: l’eudemonismo; la razionalità; il laicismo; il rispetto dei diritti umani; la democrazia; il pluralismo; l’uguaglianza; la valorizzazione delle individualità; le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca; il principio di pari opportunità nelle istituzioni per tutti i cittadini, senza distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose, sulle opinioni politiche, sulle condizioni personali e sociali.” è in prima linea in difesa delle posizioni minoritarie e per la pari dignità di ciascuno.

Buona visione

=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=

A.ge.d.o
Associazione ONLUS
Genitori, Parenti, Amici di Omosessuali

presenta

2 VOLTE GENITORI
VARESE – Sala Filmstudio ‘90

Via De Cristoforis, 5 – Tel. 0332.830053

domenica 29 novembre ore 19 e ore 21
(presente il regista Claudio Cipelletti – ingresso 6 euro)

lunedì 30 novembre ore 21 (ingresso 5 euro)

Il film documentario si rivolge in modo particolare a TUTTI i genitori, educatori, personale scolastico, operatori sociali e costituisce un valido strumento volto alla comprensione della diversità e alla prevenzione di atti di violenza in famiglia, così come in ambito scolastico e extrascolastico.

http://www.duevoltegenitori.com/

Due volte genitori” è un documentario prodotto da Agedo Onlus nato in seno al progetto europeo Daphne “Family matters – sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche”. Capofila del progetto è stato il Dipartimento di Sociologia dell’Università del Piemonte Orientale. E’ stato proiettato in moltissime serate in tutta Italia, alla Camera dei Deputati della Repubblica ed è uscito in alcuni cinema.

Il documentario racconta il delicato percorso di crescita di un gruppo di padri e madri che, dopo essere venuti a conoscenza dell’omosessualità dei propri figli, hanno imparato a conoscere veramente quelle ragazze e quei ragazzi che prima nascondevano una parte così importante loro stessi. Attraverso l’ascolto reciproco, la condivisione di esperienze, vissuti e ricordi, poco alla volta si apre il nuovo orizzonte della propria rinascita come genitori.

Certamente per la maggior parte dei genitori questa rivelazione continua ad essere fortemente problematica perché, culturalmente, nel quotidiano delle famiglie non c’è “spazio” per prendere in considerazione questa eventualità. Il percorso di questi genitori, raccontato nel film, è il percorso di qualunque genitore nel momento in cui deve confrontare le proprie aspettative con la realtà dei figli, sempre inattesa, sempre differente.

Nel momento in cui oggi ci si interroga sugli strumenti a disposizione degli educatori per affrontare l’integrazione delle differenze, il disagio giovanile e il bullismo, il documentario offre una possibilità inedita di riflettere sui percorsi educativi e del crescere, sia come figli che come genitori ed educatori. Lo fa attraverso la via delle emozioni e dell’empatia, ma senza perdere il rigore scientifico voluto dal progetto. Non si tratta di un’inchiesta basata su interviste, ma del racconto filmato dell’esperienza vissuta di famiglie e gruppi di genitori nell’arco di vari anni.

Il film viene proposto in serate pubbliche da Agedo, ma anche inserito in percorsi di formazione e di aiuto psicologico, come ad esempio avviene con l’Istituto Minotauro di Milano, presieduto dal Professor Pietropolli Charmet.

Blitz notturno in difesa della croce [Fonte: Bergamonews]

22 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento
Categories: Eventi, Stampa Tag:, , , ,

Alla Chiesa l’8 per mille dello Stato [fonte: "la repubblica"]

22 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

L’Europa o il Vaticano

21 Novembre 2009 mocipenso Lascia un commento

Per iniziativa di un nostro socio, un articolo su VareseNews:
http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=157196

Vademecum per la rimozione del crocefisso

19 Novembre 2009 mocipenso 7 commenti

Alcune interessanti considerazioni alle più frequenti domande sull’argomento.

Perché la richiesta di togliere il crocifisso dalle aule (e dai luoghi pubblici statali?)
Lo stato usa il crocifisso come se fosse un simbolo della Repubblica Italiana mentre il crocifisso è simbolo della sola religione cattolica, simbolo della repubblica italiana riconosciuto dall’articolo 12 della costituzione è il tricolore. L’onere della prova puà comunque essere invertito: perché non chiedere alla Chiesa cattolica perché lo vuole mettere, anzi, perché lo vuole far mettere dall’autorità politica? Nell’usare il crocifisso come simbolo della repubblica lo stato compie una discriminazione verso i cittadini non cattolici.

Ma vi offende?

NO! il crocifisso come altre opere dell’ingegno umano non offende alcuno, è quando lo s’innalza a simbolo di tutti ignorando costituzione, legge e diritti vari che chi lo usa impropriamente (come mezzo di discriminazione) genera un problema. Non è nemmeno completamente inoffensivo: il cristianesimo si è imposto come religione predominante quasi sempre con l’uso della forza (contro i pagani, contro gli indigeni americani… suggerisce niente la parola ‘crociata’?) Anche il simbolo dell’UAAR è inoffensivo, anche la statuetta del Buddha lo è, ma nessuno chiede di affiggerli nelle aule scolastiche.

Ma i crocifissi vi dànno fastidio?

NO! Né a noi né ai giudici di Strasburgo danno fastidio : sono semplicemente fuori posto. Il condizionamento che producono è diverso : trasmettono il messaggio che la religione cattolica è la religione dello Stato. Ma da 25 anni a questa parte non è più così (per legge). Fino a prova contraria, non dà fastidio nemmeno la loro assenza: nella maggioranza dei paesi occidentali non ci sono. Né ci sono in molte scuole italiane. E allora, perché imporli con la forza del potere politico?

Ma togliendo il crocifisso non si crea il vuoto?

Al contrario. A seconda dell’età degli alunni le aule sono piene di disegni, lavoretti didattici, fotografie, cartine geografiche, ricerche, grafici, ecc. Tutti documenti che possono essere analizzati criticamente, rimossi e sostituiti senza scandali. E’ il crocifisso, come ogni oggetto sacro, che crea il vuoto attorno: affiancargli altro è problematico (sarebbe accettato un poster sui metodi contraccettivi? ), a toglierlo si solleva il finimondo, si è indotti a tributargli un rispetto superiore.

Ma è un simbolo culturale, escluderlo dalla scuola non sarebbe un controsenso?

A parte il fatto che il crocifisso è ovviamente un simbolo religioso e di una particolare religione, se dovesse entrare nella scuola statale come simbolo lo dovrebbe fare come oggetto di studio tra gli oggetti di studio, all’interno di ricerche critiche sui simboli antichi e moderni, religiosi e non religiosi.

Ma il concordato?

No, non prevede l’esposizione del crocifisso. Inoltre nella revisione “concordata” nel 1984 tra la Repubblica Italiana e lo Stato Vaticano ed entrata in vigore nel 1985 la religione cattolica non è più religione di stato (con l’abolizione dell’articolo 1 dei patti lateranensi) .

Ma la tradizione?

Nessun governo dovrebbe poter aggirare la legge vigente in nome di questo o quel principio (tradizione, religione o quant’altro) altrimenti qualsiasi governo potrebbe scegliere un altro simbolo tradizionale e sostituirlo al crocifisso (s’immagina se domani un governo un po’ massonico mettesse al posto del crocifisso “squadra e compasso”, o un governo un po’ pagano mettesse una bella statuetta di Venere?). Il ricorso alla tradizione è del resto un classico errore argomentativo: anche la schiavitù, la poligamia o l’infibulazione sono pratiche tradizionali. Infine, l’ateismo è, se possibile, ancora più tradizionale del cristianesimo: uomini dichiaratemente atei sono vissuti in Italia 500 anni prima di Cristo.

Ma il crocifisso non rappresenta l’identità italiana?

No, rappresenta l’identità dei cattolici, i non cattolici, in Italia, sono circa un quarto della popolazione. Il simbolo dell’Italia è il tricolore, il simbolo della Repubblica lo stemma con la stella. E ricordiamo che l’Italia, per unirsi, ha dovuto dichiarare guerra al papa.

Ma gli stemmi comunali e le bandiere europei con croci vari?

Come già detto il problema è la croce o il crocifisso, dunque le bandiere o gli stemmi comunali non presentano un problema in quanto simboli decisi dai rispettivi stati, o comuni in base a leggi e procedure democratiche.

Ma non lo prevede la legge italiana?

No, la Corte Costituzionale ha stabilito che nessuna legge impone il crocifisso: a prevederlo sono solo regolamenti del regno d’italia (la cui costituzione prevedeva l’esposizione del crocifisso) in epoca fascista i regolamenti vennero riproposti e ne venne controllata l’applicazione.

Ma allora dovreste rinunciare alle feste religiose?

Anche le feste sono decise secondo legge e a nessuno è imposto il loro rispetto o il dover frequentare una funzione religiosa, inoltre è sensato nel caso delle festività organizzarle intorno alle abitudini della maggioranza dei lavoratori (come non si festeggia il santo patrono di Milano a Venezia così non ha senso festeggiare una festività di 1 abitante su 1′000′000, sarà quel cittadino a prendersi il suo giorno di festa).

Ma questo significa togliere le croci dalle strade e dalle chiese?

Assolutamente no, i luoghi di culto sono liberi di esibire i simboli del culto che si celebra come, nei vincoli legislativi (edilizi e regolamenti vari) è possibile esporre qualsiasi simbolo religioso, così come si è liberi di mettersi qualsiasi simbolo religioso addosso (sempre che non violi altre norme, come per il burka integrale che impedisce il riconoscimento, o aggiunte fantasiose a divise ed uniformi).

Ma il valore positivo del crocifisso?

La positività che ognuno può trovare in questo o quel simbolo non può essere usata dallo stato come una giustificazione per aggirare le leggi, lo stato – il governo – devono usare i simboli dello stato, altrimenti qualsiasi governo potrebbe decidere per sostituire il crocifisso con altro simbolo ritenuto positivo. Inoltre il crocifisso in quanto simbolo denso di storia e significati significherà cose diverse per ognuno. Tra i significati principali del crocifisso con il Gesù morente c’è quello del sacrificio e della sofferenza, motivo per cui altre confessioni cristiane utilizzano la semplice croce simbolo della resurrezione e del rinnovamento spirituale.

Ma il volere della maggioranza?

In democrazia non si impone mai la volontà della maggioranza sui principi fondamentali: il simbolo di una parte non può essere simbolo del tutto!

 

A cura dei circoli UAAR

Galli:”No all’ora di religione musulmana ” [Fonte: Varesenews]

16 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

La proposta del viceministro Adolfo Urso fa insorgere la Lega. In una nota anche il presidente della Provincia esprime il suo dissenso: “Quando arriveranno a essere il 15%, il viceministro proporrà il burqa facoltativo?
http://www3.varesenews.it/politica/articolo.php?id=153809

Un registro per il testamento biologico anche a Gallarate [Fonte: Varesenews]

16 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

La consigliera della sinistra Cinzia Colombo chiede di istituire, come è avvenuto in altre città, una raccolta delle dichiarazioni di fine vita. “La legge garantisce già il diritto di scegliere quali cure ricevere, occorre renderla concreta

http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=156592

Categories: Iniziative, Stampa

Esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane [Fonte: Wikipedia]

15 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

Crocefissi a scuola: le lettere [da Varesenews]

15 Novembre 2009 uaarvarese 1 commento

New York Atheists, ateobus

14 Novembre 2009 uaarvarese 2 commenti

http://nyc-atheists.org/bus-poster

Dopo la sentenza sui crocifissi in classe, minacce e intimidazioni in tutta Italia

14 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

Gli atei italiani denunciano numerosi episodi persecutori e intimidatori giunti al loro indirizzo dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sull’illegittimità del crocifisso in classe. Tre croci, accompagnate dalla scritta «Cristo», sono state dipinte sulla recinzione della casa della famiglia promotrice dell’azione legale. L’Uaar ha ricevuto messaggi minatori e insulti via mail. Il gruppo Facebook Se stacchi il crocifisso ti stacco le mani ha raggiunto i quindicimila adepti. Crocifissi sono stati appesi sulla porta della sede Uaar di Treviso, insieme alla scritta: «la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione». E ieri, davanti alla sede del partito radicale romano, è esplosa una bomba carta. Come firma, di nuovo un crocifisso.
«Ci pare evidente – dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – che questi sono i frutti della gogna mediatica allestita dai vari La Russa, Sgarbi, Santanchè, Meluzzi, sindaci leghisti, tutta la compagnia tribale che ha da subito insultato senza ritegno chi ha solo provato a difendere un principio costituzionale. Adesso, gli stessi che si sono impegnati per quel diritto costituzionale si vedono limitati nella propria libertà». A loro, alla famiglia di Abano Terme al centro della vicenda, va la piena solidarietà di atei e agnostici italiani.
«Non possiamo fare a meno di rilevare il silenzio assordante delle gerarchie ecclesiastiche su questi episodi. – conclude Carcano – Per questo ci permettiamo di suggerire loro di condannarli in fretta: se veramente vogliono convincerci che il crocifisso è un simbolo d’amore non è tacendo che ci riusciranno. E soprattutto, non è tacendo che dovrebbero fare di fronte a chi è cattolico davvero e, magari, si aspetterebbe un altro tipo di dialettica sulla questione».

Padova. Raid contro la famiglia di Abano Dipinte tre croci e la parola “Cristo”

14 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

http://gazzettino.it/articolo.php?id=80132&sez=NORDEST#IDX

cristo

Casa Albertin è stata presa d’assalto dopo la sentenza
della Corte europea. Arrivate anche lettere di minaccia

PADOVA (12 novembre) – Tre croci e, vicino, la scritta “Cristo” tracciate con la vernice nera sulla recinzione della casa della famiglia Albertin ad Abano Terme (Padova), la stessa che ha presentato e vinto il ricorso alla Corte europea contro l’esposizione del simbolo cristiano nelle classi. Insieme alle scritte sono arrivate anche lettere di minaccia
Insieme alle scritte ed alle croci inchiodate o disegnate sugli edifici sono state recapitate anche lettere anonime che si scagliavano con toni molto forti contro gli Albertin per aver dato avvio al ricorso a Strasburgo. Sul caso stanno investigando i carabinieri.

«Avevamo visto giusto, i Torquemada sono entrati in azione», afferma Michele Bortoluzzi, Veneto della Direzione Nazionale di Radicali Italiani che qualche giorno fa aveva chiesto protezione per i ricorrenti. Bortoluzzi ha fatto approvare al Congresso nazionale di Chianciano una mozione di solidarietà alla famiglia di Abano e di condanna di tutte le manifestazioni di intolleranza. Un’interrogazione parlamentare urgente è stata invece avviata dal senatore Marco Perduca: «Urgente come urgente è una risposta ai fatti che stanno accandendo in queste ore – ha detto – è infatti stata violata la sede di Radicali Italiani a Roma, oltre alla casa della famiglia Albertin».

Nell’interrogazione, presentata insieme alla senatrice Poretti, si chiede al Ministro dell’Interno quali misure intenda adottare per garantire la sicurezza personale nei confronti dei cittadini italiani che hanno presentato ricorsi ad organi internazionali contro la supposta violazione di norme a garanzia della non discriminazione per motivi religiosi e che sono stati al centro di campagne di intimidazione

Categories: Eventi, Stampa

Lettera ad un fratello cattolico

13 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento
Categories: Stampa

UAAR a Canale 5 sul no ai crocifissi nelle scuole. 1/3

11 Novembre 2009 uaarvarese 5 commenti

Categories: Video

Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani!

10 Novembre 2009 uaarvarese Lascia un commento

fede e carità

http://www.facebook.com/group.php?gid=55784116053&ref=search&sid=1362248511.2081508582..1

Categories: Uncategorized

Crocifisso e gentilezza

8 Novembre 2009 uaarvarese 2 commenti

Nella rubrica Lettere al direttore di VARESENEWS:

http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=155725

Intervista de “La provincia di Varese” al coordinatore del nostro circolo

7 Novembre 2009 uaarvarese 2 commenti

http://www.laprovinciadivarese.it/publisher/Giornale%20online/section/

andate al 5/11/2009 alla pagina 12.

Categories: Stampa