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cristo

Casa Albertin è stata presa d’assalto dopo la sentenza
della Corte europea. Arrivate anche lettere di minaccia

PADOVA (12 novembre) – Tre croci e, vicino, la scritta “Cristo” tracciate con la vernice nera sulla recinzione della casa della famiglia Albertin ad Abano Terme (Padova), la stessa che ha presentato e vinto il ricorso alla Corte europea contro l’esposizione del simbolo cristiano nelle classi. Insieme alle scritte sono arrivate anche lettere di minaccia
Insieme alle scritte ed alle croci inchiodate o disegnate sugli edifici sono state recapitate anche lettere anonime che si scagliavano con toni molto forti contro gli Albertin per aver dato avvio al ricorso a Strasburgo. Sul caso stanno investigando i carabinieri.

«Avevamo visto giusto, i Torquemada sono entrati in azione», afferma Michele Bortoluzzi, Veneto della Direzione Nazionale di Radicali Italiani che qualche giorno fa aveva chiesto protezione per i ricorrenti. Bortoluzzi ha fatto approvare al Congresso nazionale di Chianciano una mozione di solidarietà alla famiglia di Abano e di condanna di tutte le manifestazioni di intolleranza. Un’interrogazione parlamentare urgente è stata invece avviata dal senatore Marco Perduca: «Urgente come urgente è una risposta ai fatti che stanno accandendo in queste ore – ha detto – è infatti stata violata la sede di Radicali Italiani a Roma, oltre alla casa della famiglia Albertin».

Nell’interrogazione, presentata insieme alla senatrice Poretti, si chiede al Ministro dell’Interno quali misure intenda adottare per garantire la sicurezza personale nei confronti dei cittadini italiani che hanno presentato ricorsi ad organi internazionali contro la supposta violazione di norme a garanzia della non discriminazione per motivi religiosi e che sono stati al centro di campagne di intimidazione

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