Potrebbe intitolarsi così un articolo che raccontasse, come ci accingiamo a fare, gli strascichi dell’atto di sbattezzo di Samuele D’Angelo che per questo motivo si è visto rifiutare l’ingresso nel campetto di calcio. Non a caso, naturalmente, abbiamo associato il termine “delitto” all’atto di sbattezzo e non al rifiuto del parroco, perché tale è la sensazione che l’opinione pubblica se ne è fatta. Per la verità va dato atto a molti di aver preso le difese di Samuele e, sicuramente, a Samuele di avere (forse involontariamente) sollevato cotanto polverone.

Bando alle chiacchiere.

Il Circolo UAAR di Varese aveva (“Ça va sans dire”) cercato di sfruttare l’occasione con un banchetto a Brenno. Dopo una iniziale disponibilità, però, ci si è visti rifiutare l’autorizzazione perchè non era sufficiente il preavviso. La notizia, però, deve essere trapelata e il giorno 26 Marzo alla mattina il “nostro” ha ricevuto una telefonata da un ispettore della questura di Varese che era stato avvisato di questo banchetto e che era preoccupato per la sicurezza del paese.

Evidentemente, non volendo pensare neppure per un attimo al fatto che l’UAAR potesse essere aggredita da talmente tanti e tanto timorati di Dio, avrà pensato (o gli avranno fatto pensare) che l’UAAR è costituita da capelloni puzzolenti e violenti e che la loro presenza avrebbe messo a soqquadro il tranquillo paese.

Sicuramente molti di noi (io compreso) vorrebbero essere capelloni, ma violenti non lo siamo e non lo siamo mai stati.

La riflessione, però, è proprio attorno a questa sensazione: dobbiamo farci vedere, dobbiamo mostrarci come siamo e dire, tranquillamente, le cose che pensiamo. Dobbiamo far capire che non siamo noi a non accettare il confronto, ma che è l’altra parte, dogmatica e presuntuosa, che non accetta opinioni differenti.

Il banchetto lo terremo lo stesso. Richiederemo l’autorizzazione ancora una volta e sventoleremo le bandiere dell’UAAR nella piazza di Brenno e, simbolicamente, dovunque ci sia la libertà e la laicità da difendere.

Antonio D’Eramo

Coordinatore Circolo UAAR di Varese

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