Reduce dal bagno di folla della kermesse milanese, il Santo Padre si è ritirato in meditazione per alcuni giorni nella Città Giardino, dove ha reso visita agli amici del circolo UAAR di Varese. Nell’occasione ha rinnovato l’iscrizione e ritirato la tessera personale, riportante il logo del trentennale dell’associazione.

A margine ha avuto luogo un amichevole scambio di doni: apprezzatissimo da Bergoglio il volume “Il papà di Dio”, una sorta di prequel del Pentateuco;

mentre la fanzine “Il mio Papa”, omaggio del pontefice al circolo, è stata letteralmente contesa dagli astanti.

“Come si concilia questa sua scelta con l’Angelus di una settimana fa?”, ha domandato qualcuno. “Quella non è scelta libera. Quello è lavoro. Capito? Non c’è ancora pensione per me come per il mio collega”, ha chiarito il Papa con la consueta bonomia. A chi gli obiettava che “Alcune di quelle persone presenti al Duomo ambrosiano magari ci credono davvero”, ha umilmente replicato: “E chi sono io per giudicare i credenti?”. “Allora – ha incalzato maliziosamente un altro – lei pensa che siamo tutti figli del solo miserabile dio caso?”. “Miserabile il Caso? Chi dice ancora una parolaccia contro il mio papà gli do un pugno!”, ha promesso infine Francesco.

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