La campagna su “I costi della Chiesa” arriva a Varese

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I Costi della Chiesa

«Con 6 miliardi l’anno, l’Italia farebbe miracoli». È lo slogan che a partire dal 30 Gennaio 2012 e per 15 giorni i cittadini di Varese potranno leggere sui manifesti affissi in città a cura del locale circolo dell’UAAR. Dopo la visibilità raccolta con il sito www.icostidellachiesa.it, il primo elenco dettagliato dei privilegi fiscali e dei contributi di cui gode il cattolicesimo, dopo i megamanifesti affissi a Genova ed a Venezia, l’associazione ha deciso di estendere il messaggio a molte altre città italiane. Il costo della Chiesa è alto, ed è «un prezzo che pagano credenti e non credenti», come ricorda lo stesso manifesto, quando invece le religioni dovrebbero essere sostenute soltanto da chi le professa.

Crocifisso: Video conferenza stampa UAAR

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Video della conferenza stampa tenuta ieri a Abano Terme da Massimo Albertin e Raffaele Carcano, a commento della sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo.

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@UAAR_it: Crocifisso, Cedu assolve Italia: La Grande Camera della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo assolve l’Italia d… http://bit.ly/f0beca Shared via Tweetcaster

“Non c’è più religione”: la Uaar promuove e difende l’ora alternativa

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Banner campagna ora alternativa

Non c’è più religione, almeno a scuola. L’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica è un diritto e per difenderlo parte la campagna Uaar di informazione ai cittadini. E «Non c’è più religione. Per chi non la vuole» è lo slogan che campeggerà domani sui più autorevoli settimanali italiani. Oltre alla campagna pubblicitaria, anche banner su internet e cartoline distribuite davanti alle scuole informeranno studenti e genitori. Saranno inoltre disponibili a tutti i facsimile di diffida da inoltrare ai dirigenti scolastici che ostacolino il diritto all’alternativa alla religione cattolica.

«L’ora alternativa è un diritto troppo spesso negato nell’ignoranza dei più. – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – Ministero e istituzioni non informano adeguatamente e per questo ci muoviamo noi, perché non succeda ancora che le scuole del nostro paese non attivino i corsi alternativi, mettendo in atto, come riconosciuto dal tribunale di Padova il 30 luglio scorso, un comportamento discriminatorio illegittimo.»

A Varese il IX Congresso Nazionale UAAR [comunicato stampa uaar]

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Si aprirà domenica 31 ottobre il nono congresso della Uaar: una due giorni di discussioni sui temi della laicità ma anche l’occasione per fare un bilancio ragionato sugli ultimi anni di attività e di successi. In tre anni, infatti, l’associazione ha visto i propri soci crescere del 75%, ha finalmente aperto una sede nazionale, e ha realizzato iniziative di grande successo, come la campagna ateobus, le tre giornate dello sbattezzo (con un totale di oltre 2.000 sbattezzati, solo in quelle occasioni), le vittorie giuridiche sul diritto all’ora alternativa e soprattutto sul crocifisso in aula, ancora in discussione a Strasburgo.
Resta però molto da lavorare. E la Uaar (l’unica associazione al mondo che preferirebbe non esistere) non ha intenzione di cedere di un passo sulle questioni della laicità. «C’è una drammatica decadenza del senso laico dello Stato da parte dei politici, che continuano a inseguire una Chiesa che perde sempre più fedeli. – afferma Raffaele Càrcano, segretario nazionale della Uaar – Ma simul stabunt, simul cadent».
Il «possono morire» del ministro La Russa, i recenti fatti di porta Pia, l’esternazione di Adriano Celentano sugli atei «dal grilletto facile», l’ateofobia di Frattini: «il nostro impegno per far crescere l’Uaar significa, oggi, anche difendere i diritti civili di atei e agnostici, oggi così a rischio», conclude Carcano.
Il IX congresso UAAR si svolgerà a Varese, presso l’Atahotel, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre 2010.

Sbattezzi in Finlandia (fonte:Helsingin Sanomat)

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Porta Pia: parla solo il Vaticano, atei bloccati dalla Digos

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Trattenuti dalla Digos, schedati e allontanati. La delegazione Uaar che stamani si è presentata alle celebrazioni per la breccia di Porta Pia è stata bloccata dalla Digos, che ha requisito i documenti di tutti e li ha restituiti solo alla fine della manifestazione. «Avevamo solo le nostre bandiere – racconta Raffaele Càrcano, segretario nazionale della Uaar – su cui è scritto soltanto il nostro nome, non avevamo cartelloni né avevamo intenzione di gridare mezzo slogan».
Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si limitava alla deposizione di una corona di fiori, mentre il cardinal Tarcisio Bertone pregava per i caduti di entrambe le parti. «Credo che, di fronte all’eliminazione di ogni forma possibile di dissenso e al completo abbandono dei principi costituzionali da parte delle autorità italiane presenti, – conclude Càrcano – si possa parlare tranquillamente di negazione del pluralismo e di fuoriuscita dalla democrazia con il solenne avallo del nostro presidente della Repubblica».

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