In che senso?

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Diamo volentieri eco ad un’iniziativa di un amico del circolo UAAR di Varese, iniziativa alla quale un nostro rappresentante parteciperà come ospite.

“Non c’è più religione”: la Uaar promuove e difende l’ora alternativa

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Banner campagna ora alternativa

Non c’è più religione, almeno a scuola. L’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica è un diritto e per difenderlo parte la campagna Uaar di informazione ai cittadini. E «Non c’è più religione. Per chi non la vuole» è lo slogan che campeggerà domani sui più autorevoli settimanali italiani. Oltre alla campagna pubblicitaria, anche banner su internet e cartoline distribuite davanti alle scuole informeranno studenti e genitori. Saranno inoltre disponibili a tutti i facsimile di diffida da inoltrare ai dirigenti scolastici che ostacolino il diritto all’alternativa alla religione cattolica.

«L’ora alternativa è un diritto troppo spesso negato nell’ignoranza dei più. – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – Ministero e istituzioni non informano adeguatamente e per questo ci muoviamo noi, perché non succeda ancora che le scuole del nostro paese non attivino i corsi alternativi, mettendo in atto, come riconosciuto dal tribunale di Padova il 30 luglio scorso, un comportamento discriminatorio illegittimo.»

Porta Pia: parla solo il Vaticano, atei bloccati dalla Digos

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Trattenuti dalla Digos, schedati e allontanati. La delegazione Uaar che stamani si è presentata alle celebrazioni per la breccia di Porta Pia è stata bloccata dalla Digos, che ha requisito i documenti di tutti e li ha restituiti solo alla fine della manifestazione. «Avevamo solo le nostre bandiere – racconta Raffaele Càrcano, segretario nazionale della Uaar – su cui è scritto soltanto il nostro nome, non avevamo cartelloni né avevamo intenzione di gridare mezzo slogan».
Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si limitava alla deposizione di una corona di fiori, mentre il cardinal Tarcisio Bertone pregava per i caduti di entrambe le parti. «Credo che, di fronte all’eliminazione di ogni forma possibile di dissenso e al completo abbandono dei principi costituzionali da parte delle autorità italiane presenti, – conclude Càrcano – si possa parlare tranquillamente di negazione del pluralismo e di fuoriuscita dalla democrazia con il solenne avallo del nostro presidente della Repubblica».