“Non c’è più religione”: la Uaar promuove e difende l’ora alternativa

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Banner campagna ora alternativa

Non c’è più religione, almeno a scuola. L’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica è un diritto e per difenderlo parte la campagna Uaar di informazione ai cittadini. E «Non c’è più religione. Per chi non la vuole» è lo slogan che campeggerà domani sui più autorevoli settimanali italiani. Oltre alla campagna pubblicitaria, anche banner su internet e cartoline distribuite davanti alle scuole informeranno studenti e genitori. Saranno inoltre disponibili a tutti i facsimile di diffida da inoltrare ai dirigenti scolastici che ostacolino il diritto all’alternativa alla religione cattolica.

«L’ora alternativa è un diritto troppo spesso negato nell’ignoranza dei più. – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – Ministero e istituzioni non informano adeguatamente e per questo ci muoviamo noi, perché non succeda ancora che le scuole del nostro paese non attivino i corsi alternativi, mettendo in atto, come riconosciuto dal tribunale di Padova il 30 luglio scorso, un comportamento discriminatorio illegittimo.»

Rosalba Sgroia: Il ministro Gelmini e la riclericalizzazione della scuola pubblica (1/7)

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Resoconto video della serata con Rosalba Sgroia (insegnante, responsabile del progetto Ora alternativa), svoltasi giovedì 11 marzo 2010 presso la sede UAAR di Roma.

Fuga dall’ora di religione in 700mila fuori dall’aula [fonte: “la repubblica”]

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I dati della Cei: 9 alunni italiani su 100 preferiscono fare altro –
Il picco nella scuola dell’infanzia. Impennata nelle regioni del Nord

Casorate alla ribalta

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L’ex assessore, tirata in ballo nella polemica, risponde per le rime!

Disattenzioni a Casorate

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Non sembra che la risposta del Comune di Casorate sia stata molto convincente!

Le considerazioni di un nostro associato.

… e la risposta del comune di Casorate Sempione

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L’argomento è balzato subito agli occhi dei solerti amministratori locali che hanno ritenuto di rispondere così.

A noi, in prima battuta, sembra una risposta “fuori tema”, come d’abitudine in certi ambienti. La domanda era circostanziata: perché un evento scolastico è stato spostato senza un motivo valido in Parrocchia? Non ci sembra di aver trovato una risposta.

Ci riserviamo di raccogliere i pareri delle associazioni che hanno sottoscritto il primo messaggio e di proporre nuovamente la nostra posizione.

I laicisti ed il “cappello” della Chiesa

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Con questo titolo è stato pubblicato su VareseNews un nostro messaggio di protesta sulla gestione clericale di un evento scolastico nel varesotto.

Buona lettura.

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